Pensare multifiliera, agire sostenibile

Pubblicato da Papi Pierluigi

Il 2021 sarà per la Cooperativa un anno importante: attraverso l’operazione di incorporazione perfezionatasi nel corso del 2020 la struttura organizzativa di Terremerse si arricchisce della squadra e delle competenze di Pempacorer.

«Questo si traduce in una identità multifiliera che integra la Sezione Organizzazione Produttori Ortofrutta (una delle più importanti in Italia) e che nel 2021 determinerà una crescita della base associativa di Terremerse e un rilevante incremento del fatturato, che si attesterà intorno ai 220 milioni di euro», sottolinea Emilio Sabatini, Direttore Generale.

Nel proprio percorso alla ricerca dell’attuale assetto, la Cooperativa negli ultimi anni ha realizzato scelte importanti e, di fatto, ha prodotto “innovazione” a 360 gradi, che qui possiamo brevemente ripercorrere nelle tappe principali.

Innovazione di prodotto. Nell’ambito del settore Carni, la linea gastronomia avviata nel 2016 (nuovi elaborati ad alto valore aggiunto), rappresenta ormai il 30% della produzione complessiva del Centro Lavorazioni Carni di Voltana (Ravenna), in risposta al calo dei consumi dei prodotti tradizionali. Nel settore Cereali, le valorizzazioni di prodotto con i contratti di filiera, tra i quali Barilla, Galbusera, Fileni, Plasmon, colgono l’obiettivo di elevare una commodity a un “rango” diverso (speciality), attraverso un percorso di valorizzazione qualitativa. Così come il pomodoro alta qualità.

Innovazione di processo. Nel settore Agroforniture, la Ricerca e Sviluppo ha elaborato nell’ambito delle strategie di difesa delle colture un sistema (DSS - Agronomica 3.0) in grado di supportare l’agricoltore nell’utilizzo razionale e tempestivo dei mezzi tecnici.

Nuovi territori. Terremerse negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nella Valtiberina, dalla provincia di Terni e Viterbo fino a Sansepolcro (Arezzo), Mantova e soprattutto in Veneto, in provincia di Verona, con la controllata Terremerse Nord Est.

Nuova Organizzazione. Su tutto, la cessione del settore Ortofrutta Fresco ad Apofruit, la dismissione del settore Macchine Agricole e, da ultimo, la descritta operazione di incorporazione di Pempacorer.

Tutto questo è stato accompagnato da importanti cambiamenti organizzativi in termini di risorse umane: sono state valorizzate risorse interne e inserite nuove professionalità.

Quanto descritto, avvenuto rapidamente, meriterebbe di essere comunicato con modalità adeguate, di questi tempi impercorribili. A inizio 2020 pensavamo di raccontare l’azienda in un grande evento istituzionale da tenersi nei primi mesi del 2021, anno che tra l’altro coincide con l’importante anniversario dei 110 anni di storia di Terremerse. Ovviamente qualsiasi “occasione” pubblica è impensabile, rimandata a tempo indeterminato.

Nonostante ciò, abbiamo ritenuto che questa evidente evoluzione della Cooperativa andasse fatta notare. Per questo è stato deciso di comunicare la nuova identità di Terremerse attraverso un restyling del logo e un rinnovamento del pay off (“territori e mercati in rete”).

Pertanto, oltre all’aspetto grafico, che pur mantenendo la radice del logo attuale (dal 2002) se ne differenzia in modo evidente, il nuovo pay off “pensare multifiliera, agire sostenibile”, sostituisce il pur valido ed effettivo riferimento ai territori e mercati, con ciò che meglio definisce il DNA della Terremerse attuale, ossia l’essere un’azienda multifiliera che agisce secondo regole di sostenibilità.

Conclude il Direttore Generale: «Vale la pena soffermarsi su quest’ultimo concetto. La sostenibilità non è quella che utilizzano i media in modo semplicistico e populista per promuovere la vendita di un prodotto: non è circoscrivibile nel recinto, sia pur vasto, della tutela ambientale. La sostenibilità deve coniugarsi con obiettivi di carattere sociale ed economico, in modo equilibrato e virtuoso. La nostra Cooperativa si riconosce appieno in questa finalità, promuovendo l’uso razionale dei mezzi tecnici in agricoltura con la convinzione di dare un servizio ai propri Soci, cercando di massimizzare la produttività secondo principi di ecoefficienza e tutelando la loro dimensione economica. In questo contesto, è oggettivo ad esempio che gli agrofarmaci di nuova generazione, studiati per essere sicuri per l’uomo e per l’ambiente attraverso un corretto e razionale utilizzo, aumentino le rese delle colture e ne proteggano la qualità. La dimensione sociale della sostenibilità, infine, è da intendersi come capacità di garantire a tutti a condizioni eque l’accesso a beni fondamentali, i prodotti agricoli appunto».